Riunione informale dei ministri del Lavoro, dell’occupazione e degli affari sociali: risultati principali
Foto di gruppo
© Valérie Coutéron
- Dal: 11.07.2008
- Al: 11.07.2008
- A: Gouvieux-Chantilly
La Presidenza francese dell’Unione europea e i suoi partner della troika, la Repubblica ceca e la Svezia, rispettivamente rappresentate da Xavier Bertrand, ministro del Lavoro, delle relazioni sociali, della famiglia e della solidarietà, Petr Necas, vice Primo ministro, ministro del Lavoro e degli affari sociali e Sven Otto Littorin, ministro dell’Occupazione, hanno presentato il seguente resoconto del dibattito dei ministri del Lavoro e delle politiche sociali che ha avuto luogo durante la loro riunione informale a Chantilly:
-In primo luogo, i ministri hanno insistito sulla necessità di rendere l’Europa sociale più concreta e più visibile per i cittadini e di migliorare la sua capacità di rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione e dal cambiamento climatico. La distanza tra i cittadini e l’Unione europea è percepita da tutti come motivo di preoccupazione. Per questa ragione, l’opportunità data ai ministri di intervenire sulle questioni sollevate via internet dai cittadini di tutta Europa è stata molto apprezzata.
-È il momento di passare all’azione. L’Europa e i suoi cittadini non possono tollerare l’esclusione di una parte della popolazione dal mondo del lavoro. Gli Stati membri devono varare le riforme necessarie, in particolare sul mercato del lavoro e nella protezione sociale. Parallelamente, la competitività dell’Unione europea nell’economia globale deve essere rafforzata. L’agenda sociale rinnovata, recentemente presentata dalla Commissione, e le proposte concrete in essa presenti, comprese quelle sui Comitati aziendali europei e la non-discriminazione, offrono l’opportunità di discutere sulle azioni da intraprendere a livello europeo.
-Nell’era della globalizzazione e di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico, gli Stati membri devono migliorare la capacità dei lavoratori e dei cittadini di prevedere i cambiamenti, tra cui l’aumento dei prezzi dell’energia, affrontarli e adattarvisi, in relazione all’eventuale trasferimento oltre UE di industrie a forte intensità energetica. L’applicazione e l’assimilazione da parte degli Stati membri dei principi comuni di flessicurezza, in stretta cooperazione con le parti sociali, sono prioritarie. Inoltre, è necessario tenere conto della specificità di ogni Stato membro nella scelta delle modalità di riforma.
-Inoltre, la mobilità oltre le frontiere dovrebbe essere agevolata e promossa, in modo che le opportunità offerte dall’Unione europea ai cittadini divengano una realtà effettiva. I ministri hanno manifestato il loro interesse per un quadro europeo della mobilità capace di includere tutte le azioni pertinenti che possono essere intraprese in questo senso.
-I ministri hanno anche sottolineato l’importanza di prevedere le competenze di cui il mercato del lavoro avrà bisogno a medio termine. Si tratta, con questa prospettiva, di migliorare la corrispondenza tra domanda e offerta sul mercato del lavoro e di cogliere parallelamente le altre sfide essenziali, come la formazione permanente.
-Nonostante la maggiore responsabilità vada agli Stati membri, l’Unione europea può apportare un valore aggiunto grazie al suo contributo all’adattamento dei lavoratori ai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e dal cambiamento climatico. Il miglioramento delle politiche e di tutti gli strumenti disponibili deve essere oggetto di una discussione approfondita sulla base dell’agenda sociale rinnovata.
-I ministri hanno messo l’accento sulla necessità di consolidare la solidarietà tra generazioni, alla luce del risultato delle discussioni lanciate dalla troika precedente. Le politiche che ne risultano non devono riguardare solo gli anziani ma anche i bambini e i giovani, in una prospettiva di ciclo intero di vita. I ministri attendono un approfondimento dell’analisi da parte del Comitato per la protezione sociale e del Comitato per l’occupazione per poter in seguito valutare la pertinenza di principi comuni di solidarietà tra generazioni, tanto nel campo dell’occupazione che in quello della protezione e dell’inclusione sociale.
-Conciliare meglio la vita professionale e la vita familiare è un altro punto fondamentale, in un contesto di diminuzione dei tassi di natalità e della popolazione attiva. È stata sottolineata la necessità di incoraggiare le parti sociali a proseguire i loro negoziati in merito. Il valore del ruolo genitoriale è stato messo in rilievo.
-I ministri hanno messo in luce il contributo essenziale apportato dai Servizi sociali d’interesse generale alle politiche di protezione e di inclusione sociale. Si è insistito particolarmente sul ruolo dei Servizi sociali d’interesse generale nell’ambito delle cure di lunga durata, dell’inclusione attiva e della conciliazione tra vita familiare e professionale. È importante, di conseguenza, effettuare un’analisi precisa e regolare delle condizioni di applicazione a questi servizi del diritto comunitario della concorrenza e delle regole del mercato interno. Allo stesso modo, è necessario promuovere la qualità dei servizi sociali.
-I ministri sono d’accordo nell’affermare che la lotta contro la povertà esige un impegno politico rinnovato. La fissazione di obiettivi quantificati è apparsa come una prospettiva interessante, anche se le discussioni sulla loro applicazione a livello nazionale, poi europeo, devono ancora essere portate avanti.
-Le pari opportunità e la lotta contro tutte le forme di discriminazione fanno parte delle priorità dell’agenda sociale rinnovata. Le discussioni sulla nuova proposta della Commissione devono essere lanciate immediatamente e i ministri hanno confermato il loro impegno a portarle a termine, al fine di completare l’arsenale legislativo comunitario, nel rispetto del principio di sussidiarietà.
Vedi Riunione informale dei ministri del lavoro e delle politiche sociali (Annuncio)
- Ultimo aggiornamento: 15.12.2008

