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Dichiarazione della Presidenza a nome dell'Unione europea a seguito del comunicato del procuratore della CPI

  • Data: 14.07.2008

L'Unione europea ha preso atto delle dichiarazioni del procuratore della Corte penale internazionale sui crimini commessi nel Darfur.

Spetta ora ai giudici della camera preliminare della CPI pronunciarsi sul seguito che intendono dare alla richiesta del procuratore.

L'Unione europea rammenta che la CPI svolge un ruolo fondamentale nella promozione della giustizia internazionale. L'UE ribadisce segnatamente il suo invito affinché siano eseguiti i mandati d'arresto emessi dalla Corte nei confronti dei Sigg. Ahmed Haroun e Ali Kushayb.

L'Unione europea riafferma l'importanza strategica della ricerca di una soluzione politica in Darfur e dell'attuazione dell'accordo di pace Nord-Sud (CPA). Invita il Governo di unità nazionale del Sudan e tutti i partiti, gruppi e movimenti del Darfur a lavorare per questi obiettivi, nell'interesse della popolazione del Sudan e della stabilità del paese e della regione.

L'Unione europea ribadisce la propria disponibilità ad appoggiare gli sforzi di pace nel Darfur.

I paesi candidati Croazia* ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania, Bosnia-Erzegovina e Montenegro e i paesi dell'EFTA Islanda, Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica moldova, l'Armenia e la Georgia aderiscono alla presente dichiarazione.

* La Croazia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia continuano a partecipare al
processo di stabilizzazione e associazione.

  • Ultimo aggiornamento: 23.12.2008
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