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Quale futuro per la formazione dei magistrati e del personale della giustizia nell'Unione europea?

Convegno magistrati - Scuola Nazionale della Magistratura – Bordeaux, © Chrystèle Lacène Convegno magistrati - Scuola Nazionale della Magistratura – Bordeaux © Chrystèle Lacène
  • Dal: 21.07.2008
  • Al: 22.07.2008
  • A: Bordeaux, Ecole nationale de la magistrature
La conferenza si pone l'ambizioso obiettivo di individuare i punti ancora da sviluppare, di fare un bilancio delle formazioni esistenti per tentare di mettere a fuoco i punti cardini su cui lavorare in futuro.

Il dibattito sarà incentrato sugli aspetti che riguardano le conoscenze e i valori comuni, oltre che sulle necessità specifiche del personale della giustizia.

La Presidenza francese auspica che la conferenza permetta di approfondire la riflessione avviata in occasione del Consiglio informale del GAI, tenutosi nei giorni 7 e 8 luglio sul tema della formazione dei magistrati e del personale della giustizia nell'UE, allo scopo di rendere possibile, entro la fine del semestre, l'adozione da parte del Consiglio dei Ministri di una risoluzione in merito alla formazione.

Sin dal vertice dei capi di Stato e di governo di Tampere (Finlandia) del 1999, le sentenze dei magistrati dell'Unione europea in materia civile e penale possono essere eseguite in un altro Stato membro: si tratta dell'applicazione del principio del mutuo riconoscimento. In virtù di tale principio un magistrato di uno Stato membro dell'Unione deve riconoscere una sentenza giudiziaria emessa in un altro Stato membro, come se si trattasse di una sentenza nazionale, e attribuirle i medesimi effetti giuridici.

Così, ad esempio, un mandato d'arresto europeo emesso da un'autorità giudiziaria rumena dovrà essere eseguito, poniamo, in Francia. Spetta dunque, in questo caso, al giudice francese di applicare una decisione del giudice rumeno.

L'attuazione di tale principio del mutuo riconoscimento presuppone grande fiducia reciproca tra i magistrati e il personale di giustizia dell'Unione. Tale reciproca fiducia non viene "decretata", ma si basa piuttosto su un sentimento di appartenenza alla medesima cultura giudiziaria e trova uno dei suoi fondamenti nella certezza che i magistrati e il personale della giustizia abbiano ricevuto una formazione pertinente.

Per permettere una migliore applicazione del principio del mutuo riconoscimento, è quindi importante sviluppare una cultura giudiziaria comune nonché armonizzare il bagaglio di conoscenze da uno Stato all'altro.

Malgrado gli sforzi profusi, persistono delle carenze in materia di formazione, in particolare per quanto concerne:


  • Ultimo aggiornamento: 12.11.2008
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