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Resoconto della conferenza “Formazione dei magistrati e degli operatori della Giustizia”

© Chrystèle Lacène © Chrystèle Lacène
  • Data: 22.07.2008
  • A: Bordeaux

Il Ministro della Giustizia Rachida DATI ha riunito a Bordeaux il 21 e 22 luglio gli attori della formazione giudiziaria europea in vista della futura definizione di un corpus europeo per la formazione.

L’incontro ha riunito presso l’Ecole Nationale de la Magistrature (Scuola Nazionale della Magistratura) di Bordeaux giudici, procuratori, cancellieri, avvocati, ufficiali giudiziari, notai e responsabili del personale penitenziario e rieducativo europeo. Gli interventi di Jacques BARROT, vicepresidente della Commissione europea e commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza, Diana WALLIS, vicepresidente del Parlamento europeo nonché degli omologhi olandese, lussemburghese e ceco del Guardasigilli Rachida DATI hanno contribuito alla definizione di una base comune per la formazione giudiziaria in Europa.

Il principio del mutuo riconoscimento delle sentenze giudiziarie all’interno della UE implica che ogni magistrato riconosca alla sentenza emessa da un collega straniero gli stessi effetti di una sentenza giudiziaria emessa nel suo paese. Tale principio rende quindi indispensabile una maggiore conoscenza del diritto europeo e dei sistemi giuridici degli altri Stati membri. È stato ricordato che la reciproca fiducia, in assenza della quale il principio del mutuo riconoscimento non può essere messo in pratica, richiede di essere continuamente nutrita affinché la cooperazione giudiziaria possa funzionare. La Commissione europea ha riaffermato la propria volontà di continuare a sostenere la formazione a livello europeo, sottolineando tuttavia il fatto che i finanziamenti comunitari possono essere soltanto complementari a quelli degli Stati membri.

I responsabili degli istituti di formazione giudiziaria, dei ministeri e gli operatori del settore hanno riflettuto sui valori che sono alla base di una cultura giudiziaria comune agli attori della Giustizia in Europa.
Hanno poi affrontato il tema delle conoscenze di base che dovrebbero essere possedute da tutti all’interno dell’Unione, riconoscendo l’inadeguatezza attuale della conoscenza del diritto europeo e dei sistemi giuridici degli altri Stati membri. È stata inoltre messa in risalto l’utilità della padronanza di una lingua straniera poiché consente contatti diretti tra professionisti.

Gli ordini professionali giuridici, che organizzano la formazione dei loro membri in maniera indipendente, hanno inoltre sostenuto l’elaborazione congiunta con i magistrati di moduli di formazione e di materiale didattico.
Si è giunti ad un accordo circa la necessità di dotare di maggiori mezzi gli istituti di formazione esistenti, in particolare la REFG-Rete Europea di Formazione Giudiziaria, per poter procedere verso il raggiungimento di un vero e proprio "Erasmus dei giudici" in Europa.

Quale futuro per la formazione dei magistrati e del personale della giustizia nell'Unione europea? (Annuncio)

  • Ultimo aggiornamento: 23.07.2008
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