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Conclusioni della conferenza sulla filiera ovina in Europa

Conferenza sulla filiera ovina in Europa, © Pascal Xicluna / Ministerium für Landwirtschaft und Fischerei Conferenza sulla filiera ovina in Europa © Pascal Xicluna / Ministerium für Landwirtschaft und Fischerei
  • Dal: 05.09.2008
  • Al: 05.09.2008
  • A: Limoges, Domaine de Faugeras
I responsabili europei del settore agricolo si sono incontrati in occasione di una conferenza tenutasi a Limoges per discutere dei metodi per rendere la produzione ovina, oggi minacciata, più dinamica e duratura nel tempo

Diversi responsabili europei del settore agricolo, tra cui il ministro francese dell'Agricoltura e della pesca e Presidente di turno del Consiglio Agricoltura Michel Barnier, e i suoi omologhi inglese, irlandese, spagnolo e rumeno, si sono riuniti a Limoges (Francia) in occasione di una conferenza indetta allo scopo di frenare l'attuale declino della produzione ovina in Europa. Numerosi parlamentari europei e un rappresentante del commissario all'Agricoltura, Mariann Fischer Boel, vi hanno partecipato.

È opinione condivisa che, vista la bassa remunerazione percepita oggi dagli allevatori ovini, è necessario rivedere l'entità degli aiuti se non si vuole rischiare di vedere cessare definitivamente questo genere di attività. Un rapporto adottato il 19 giugno 2008 dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo proponeva tra l'altro una serie di misure urgenti per rilanciare l'allevamento ovino e caprino in seno all'Unione europea.

Due tipi di approccio sono possibili: il primo è quello di stimolare lo sviluppo dell'ambiente rurale nel suo complesso, puntando dunque sul "secondo pilastro" della Politica agricola comune (PAC), il secondo è quello di dare la priorità ad una logica economica, privilegiando gli aiuti diretti alla produzione. Le due opzioni non sono tuttavia incompatibili, ma senza dubbio la produzione ovina è principalmente un'attività economica e deve essere tutelata in quanto tale.

Oltre agli aiuti diretti, altre misure devono essere messe in atto, in particolare per valorizzare maggiormente la qualità della produzione europea, per armonizzare a livello comunitario le politiche di sicurezza sanitaria, gestire meglio le situazioni di crisi come l'attuale diffusione della febbre catarrale ovina o ancora per sostenere la ricerca e l'innovazione. Infine, sarebbe opportuno promuovere il consumo di carne ovina, un prodotto di qualità che ha bisogno di essere rilanciato.

Prendendo la parola al termine dei lavori, Michel Barnier ha concluso la conferenza ricordando l'importanza che questa filiera riveste per la Francia e l'Europa. " Il patrimonio ovino è in costante diminuzione e i redditi degli allevatori sono così bassi che alcuni si stanno riconvertendo, o addirittura stanno sospendendo l'attività. La produzione ovina è di importanza primordiale, soprattutto nelle zone fragili, ma qui si tratta anche della mera necessità di produrre carne (...). Dobbiamo dunque rapidamente apportare risposte concrete alla crisi attuale ", ha affermato.

Una costatazione che condividono molti dei ministri presenti, anche se la situazione cambia da un paese all'altro. In Romania, per esempio, la filiera ovina è in forte sviluppo, con un mercato potenziale importante, ma sempre rallentato dalle difficoltà economiche che pesano sui produttori. Il ministro romeno dell'agricultura, Dacian Ciolos vede di buon occhio l'iniziativa della Presidenza del Consiglio. "La produzione ovina ci interessa molto. Per superare le difficoltà attuali, dobbiamo organizzare meglio il nostro mercato ", sostiene.

Presentazione della conferenza sulla filiera ovina in Europe (Annuncio)

 

Video della conferenza sulla filiera ovina in Europa, 4-5 settembre 2008, Limoges
 

 

  • Ultimo aggiornamento: 11.09.2008
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