Dichiarazione della Presidenza del Consiglio dell'Unione europea sulla Birmania
- Data: 26.09.2008
Un anno fa, la giunta birmana reprimeva brutalmente alcune manifestazioni pacifiche a Rangoon. La comunità internazionale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno allora chiaramente formulato le proprie aspettative, in particolare in materia di liberazione dei prigionieri politici, tra cui Aung San Suu Kyi, e d’impegno per un vero e proprio dialogo in vista della riconciliazione nazionale.
Un anno dopo questi tragici eventi, la presidenza del Consiglio dell’Unione europea si rammarica che le autorità birmane non abbiano ancora dato segni tangibili della volontà di rispondere pienamente e con convinzione alle aspettative della comunità internazionale, nonostante alcuni gesti come la recente liberazione di alcuni prigionieri politici, tra cui U Win Tin.
La presidenza del Consiglio dell’Unione europea invita le autorità birmane a rispondere alle prescrizioni fissate dal Consiglio di sicurezza nelle dichiarazioni di ottobre 2007 e maggio 2008, come la cessazione degli arresti di membri dell’opposizione e di difensori dei diritti umani, la liberazione di tutti i prigionieri politici, tra cui Aung San Suu Kyi, e l’impegno di un reale dialogo con l’opposizione.
La presidenza invita inoltre le autorità birmane a cooperare pienamente con le Nazioni Unite e ad applicare le prescrizioni e raccomandazioni contenute nelle risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e del Consiglio dei diritti dell’Uomo.
La presidenza del Consiglio dell’Unione saluta a questo proposito l’impegno personale del Segretario generale delle Nazioni Unite teso a facilitare la realizzazione di tali obiettivi.
- Ultimo aggiornamento: 26.09.2008

