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Dichiarazione della Presidenza a nome dell'Unione europea sulla situazione nell'Est della RDC

  • Data: 10.10.2008

L’Unione europea è molto preoccupata per il proseguimento degli scontri nell’Est della Repubblica democratica del Congo e per le loro conseguenze sulla situazione umanitaria.

L’Unione europea condanna fermamente le recenti dichiarazioni di Laurent Nkunda che invitavano al rovesciamento del governo eletto e legittimo della Repubblica democratica del Congo ed esorta il CNDP a riprendere senza indugio né condizioni il processo di pace nel quale si era impegnato lo scorso gennaio a Goma.

L’Unione europea ricorda la propria convinzione che non esiste alcuna soluzione militare alla crisi attuale nel Kivus e che i processi di Goma e di Nairobi restano gli unici ambiti appropriati per consentire di ripristinare un clima di fiducia e di stabilizzare durevolmente la situazione nell’Est della Repubblica democratica del Congo.

L’Unione europea riafferma il proprio sostegno alle autorità congolesi nei loro sforzi per trovare una soluzione politica alla crisi e invita tutte le parti interessate a rispettare il cessate il fuoco, ad applicare il piano di disimpegno preparato dalla MONUC e ad impegnarsi senza riserve né condizioni nell’attuazione degli impegni presi a Goma e Nairobi.

L’Unione europea ricorda la necessità di perseguire gli sforzi allo scopo di porre fine  all’attività dei gruppi armati stranieri nell’Est della RDC e, per quanto riguarda le FDLR, incoraggia le autorità della Repubblica del Ruanda e della Repubblica democratica del Congo ad intensificare la loro cooperazione a tal fine.

L’Unione europea reitera il proprio sostegno alla facilitazione internazionale e all’azione condotta dalla MONUC sul campo, in condizioni difficili, a favore delle popolazioni civili.

La Turchia, la Croazia* e l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia*, paesi candidati, l'Albania e il Montenegro, paesi del processo di stabilizzazione e associazione e candidati potenziali, l'Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia, paesi dell'EFTA membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina, la Repubblica di Moldavia, l'Armenia, l'Azerbaijan e la Georgia, aderiscono alla presente dichiarazione.

*  La Croazia e l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

  • Ultimo aggiornamento: 20.10.2008
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