L'elaborazione della posizione francese in ambito europeo
La Francia prende parte alle trattative che hanno luogo in seno all'Unione europea, volte all'elaborazione delle politiche comuni e delle regole di diritto comunitario. Diverse figure garantiscono la coerenza dell'articolazione tra il sistema decisionale nazionale e quello dell'Unione europea, definendo in tal modo la posizione francese.
Il presidente della Repubblica
Il presidente della Repubblica definisce i grandi orientamenti della politica europea della Francia. Rappresenta la Francia presso il Consiglio europeo che riunisce almeno quattro volte all'anno i capi di Stato e di Governo dei 27 Stati membri.
Il presidente della Repubblica assumerà la Presidenza del Consiglio europeo dall'1 luglio 2008 al 31 dicembre 2008.
Il primo ministro e il Governo
Il primo ministro dirige l'azione europea del Governo. Il Governo rende esecutiva la politica europea della Francia.
Il Primo ministro presiede il Comitato interministeriale sull'Europa, dove siedono il ministro degli Affari esteri ed europei, il ministro incaricato dell'Economia e delle Finanze, il Segretario di Stato incaricato degli Affari europei, nonché gli altri membri del Governo interessati dall'ordine del giorno.
Il primo ministro garantisce il coordinamento interministeriale affinché le diverse istanze francesi possano intervenire all'unisono presso le istituzioni comunitarie. Sotto la sua autorità, la Segreteria generale degli Affari europei (FR) (SGAE) si occupa del trattamento interministeriale dei dossier europei, salvo per la politica estera, la sicurezza e la difesa che spettano al ministero degli Affari esteri ed europei e al ministero della Difesa. Il Segretario generale della SGAE è anche consigliere per l'Europa presso il gabinetto del primo ministro. Egli è tenuto a presentare regolarmente un rapporto sul suo operato al Segretario di Stato incaricato degli Affari europei.
I ministri francesi rappresentano la Francia presso il Consiglio dell'Unione europea, dove condividono il potere decisionale con i ministri degli altri 26 Stati membri dell'Unione europea. Siedono presso diverse formazioni del Consiglio dell'Unione europea a seconda del loro portafoglio.
Il ministro degli Affari esteri ed europei
Il ministro degli affari esteri ed europei (FR) è responsabile della politica europea della Francia. Rappresenta la Francia ed esprime la posizione francese sulle questioni europee, in particolare nel campo della politica estera e di sicurezza comune (PESC).
Il segretario di Stato incaricato degli Affari europei (FR) tratta, per delega del ministro degli Affari esteri ed europei, tutte le questioni relative alla costruzione europea, ivi comprese le questioni istituzionali.
L'Assemblea nazionale e il Senato
Sin dalla creazione dell'Unione europea con il Trattato di Maastricht, l'Assemblea nazionale e il Senato hanno un ruolo importante in materia di controllo del processo legislativo europeo.
In effetti, conformemente alla Costituzione, ogni progetto d'atto deve essere previamente esaminato dal Parlamento francese, prima di essere adottato dal Consiglio dell'Unione europea. A tal fine, il Governo trasmette al Senato e all'Assemblea nazionale i documenti su cui le assemblee possono adottare risoluzioni, precisando la loro posizione.
In seno a queste assemblee, le delegazioni per l'Unione europea svolgono per lo più un controllo sul processo legislativo europeo nonché sull'attività generale dell'Unione europea. Hanno anche un ruolo essenziale di informazione delle altre istanze Parlamentari. Sono composte da 36 membri, tutti appartenenti ad una delle sei commissioni competenti nel merito (affari economici, affari esteri, finanze, leggi, ecc.).
Il Trattato di Lisbona prevede un importante rafforzamento delle prerogative dei Parlamenti nazionali. In particolare, i Parlamenti potranno inoltrare a qualunque istituzione europea o gruppo di Stati membri all'origine di un progetto d'atto, un avviso motivato se risulta che tale progetto danneggi il principio di sussidiarietà. Se una maggioranza di Parlamenti si esprime in tal senso, l'istituzione che ha emanato il testo dovrà motivarne il suo mantenimento. I Parlamenti si vedono riconoscere anche la possibilità (tramite il loro Governo) di adire la Corte di Giustizia delle Comunità europee, se ritengono che un testo adottato sia contrario al principio di sussidiarietà.
La Segreteria generale degli Affari europei
La "Segreteria generale del Comitato interministeriale per le questioni di cooperazione economica europea" (SGCI), creata nel 1948 dal presidente del Consiglio, Robert Schuman, ha cambiato nome nel 2005 per diventare la Segreteria generale degli Affari europei (FR) (SGAE). Sotto l'autorità del primo ministro, svolge un ruolo di coordinamento interministeriale e definisce le posizioni francesi nella maggior parte dei dossier europei. È incaricato dell'informazione del Parlamento francese, dei membri francesi del Parlamento europeo e dei ministeri. Verifica la corretta applicazione del diritto comunitario in Francia. La SGAE garantisce la coerenza e l'unità delle posizioni espresse dalla Francia nell'ambito dell'Unione europea e ciò tramite la Rappresentanza permanente della Francia presso l'Unione europea, che ha sede a Bruxelles.
La Rappresentanza permanente della Francia presso l'Unione europea
La Rappresentanza permanente della Francia presso l'Unione europea (FR) ha un ruolo essenziale nell'espressione delle posizioni francesi presso le istituzioni europee. Garantisce un'articolazione coerente tra il sistema decisionale nazionale e quello dell'UE, promuove e difende le posizioni francesi in merito alle politiche dell'Unione europea presso le istituzioni europee. E ciò, partecipando attivamente alle trattative presso le istanze del Consiglio dell'Unione europea, in seno ai gruppi di lavoro del Consiglio a cui partecipano un centinaio di consiglieri provenienti da tutti i ministeri interessati e in cui apportano la loro esperienza e difendono le posizioni della Francia, nonché all'interno del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper I e II) e del Comitato politico e di sicurezza (COPS), che si riuniscono rispettivamente con frequenza settimanale e bisettimanale, in modo tale da preparare i lavori dei Consigli dei ministri dell'Unione europea.
La Rappresentanza permanente lavora, inoltre, in stretto contatto con altre istituzioni, in particolare con il Parlamento europeo e con la Commissione europea, con tutti gli attori che partecipano ai processi decisionali: parlamentari europei e nazionali, enti locali, rappresentanti delle aziende, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni e delle ONG nonché con i think tank e con i media. La Rappresentanza permanente informa le aziende francesi sui dossier europei e sulle opportunità offerte dai programmi comunitari e fa in modo che i Francesi e la lingua francese abbiano il posto che gli spetta in seno alle istituzioni europee. È in contatto permanente con la Segreteria generale degli Affari europei a Parigi, che assicura il trattamento interministeriale dei dossier europei. Un Rappresentante permanente e un Vicerappresentante permanente della Francia presso l'Unione europea siedono al Coreper (II e I) e un Rappresentante permanente siede presso il Comitato politico e di sicurezza.
- Ultimo aggiornamento: 25.06.2008


