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Risultati del Consiglio Affari generali e relazioni esterne

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  • Dal: 15.09.2008
  • Al: 16.09.2008
  • A: Bruxelles

Il Consiglio Affari generali e relazioni esterne che si è riunito il 15 settembre a Bruxelles, sotto la Presidenza del ministro francese degli Affari esteri ed europei, Bernard Kouchner, è giunto a risultati significativi.

In primo luogo, i ministri hanno riaffermato l'impegno dell'Unione europea nella risoluzione della crisi in Georgia, in seguito all'accordo per l'applicazione del piano del 12 agosto, sottoscritto a Mosca e Tbilisi l'8 settembre grazie alla mediazione dell'Unione europea. Il Consiglio ha chiamato tutte le parti ad applicare integralmente tale accordo, nonché quello del 12 agosto, nei termini previsti, compresi il ritiro di tutte le forze russe e il ritorno delle forze militari georgiane nei loro acquartieramenti.

I ministri hanno deciso, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del 1 settembre, di lanciare una missione civile autonoma in Georgia, nell'ambito della Politica europea di sicurezza e difesa. Questa dovrà essere dispiegata entro il 1 ottobre, secondo le modalità previste dall'accordo dell'8 settembre, e sarà composta da almeno 200 uomini (tra cui circa 60 francesi). Tale missione assicurerà l'osservazione delle azioni intraprese dalle parti, compreso il rispetto integrale in Georgia dell'accordo in sei punti del 12 agosto. Essa contribuirà anche alla stabilizzazione, alla normalizzazione e all'instaurazione di un clima di fiducia.

Il Consiglio ha inoltre invitato la Commissione a preparare la Conferenza dei donatori, che si terrà nel mese di ottobre a Bruxelles, destinata a supportare la ricostruzione e la ripresa dell'economia georgiana, nonché il ritorno degli sfollati. Il contributo della Commissione europea potrebbe essere di 500 milioni di euro per il periodo 2008-2010. I ministri hanno anche designato Pierre Morel come rappresentante speciale dell'Unione europea per la crisi in Georgia.

Il Consiglio ha poi accolto favorevolmente l'accordo per un governo di unione nazionale concluso l'11 settembre in Zimbabwe e ha precisato che l'Unione europea è pronta ad adottare un pacchetto di misure di sostegno economico e di appoggio ad un governo di transizione che si impegni a restaurare la democrazia e lo stato di diritto in Zimbabwe, in particolare organizzando delle elezioni trasparenti e pluraliste. Il Consiglio tratterà nuovamente la situazione in Zimbabwe durante la prossima sessione in ottobre.

Il Consiglio ha tra l'altro riaffermato l'impegno dell'Unione europea in Somalia, in particolare tramite il sostegno alle capacità della polizia somala, l'appoggio dell’UE e degli Stati membri all'AMISOM e l'aiuto umanitario apportato alle popolazioni civili.

Riguardo alla pirateria in mare, ieri, al Consiglio Affari generali, è stato sottoscritto l’accordo politico dei 27 Stati membri su un’azione comune dell’Unione europea che prevede la creazione di una cellula di coordinamento europea. Il piano di attuazione di questa cellula è stato adottato, così come un’opzione militare strategica che apre la strada ad una possibile evoluzione verso un’operazione navale militare (PESD): l’Unione europea si assume le proprie responsabilità.

Questa cellula di coordinamento, comandata da un ufficiale superiore e composta da militari della marina qualificati, sarà incaricata di coordinare il dispiegamento di navi europee presenti al largo delle coste somale e potrà intervenire per garantire la sorveglianza della zona e accompagnare alcune navi particolarmente vulnerabili agli attacchi dei pirati. Naturalmente, continuiamo ad impegnarci affinché un numero maggiore di Stati membri dell’UE si mobilitino: è in gioco la sicurezza delle nostre imbarcazioni e dei nostri cittadini.

L’iniziativa europea dovrebbe comporsi di due parti: l’accompagnamento di alcune navi a rischio in transito nella zona e la protezione dei convogli umanitari del Programma Alimentare Mondiale destinati alla Somalia.

Un bastimento della marina nazionale e fin d’ora già presente nella zona e sarà operativo da domani. Diversi partner europei ci hanno comunicato la loro intenzione di partecipare al dispositivo con mezzi navali o aernonavali.

Questi dispiegamenti navali verranno realizzati in coordinamento con gli altri dispositivi già esistenti nella zona e suscettibili, anch’essi, di rispondere agli atti di pirateria.

Infine, riguardo alla Bielorussia, il Consiglio valuterà la situazione alla luce delle elezioni legislative e dei progressi fatti da questo paese relativamente ai valori di democrazia e diritti umani. Sin da subito, il Consiglio è pronto a cominciare a riesaminare le misure restrittive destinate ad alcuni responsabili bielorussi e a prendere le misure volte alla progressiva ripresa di relazioni normali con la Bielorussia.


European Union Monitoring Mission (EUMM) in Georgia (FR, EN)

  • Ultimo aggiornamento: 22.09.2008
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